Eventi di Mercoledì 23/05/2018

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VENERDI 06 e SABATO 7 MAGGIO- ORARIO SPETTACOLO:  16,30 DOMENICA 08 e LUNEDI 09-  ORARIO SPETTACOLO:  20,45 DOWNTON ABBEY 2, UNA NUOVA ERA

Mercoledì 23 Maggio, alle ore 17, presso la Sala Presidenziale della Società Economica di Chiavari (via Ravaschieri 15), viene presentato il libro “I Mazzini e i Bixio: gente di Chiavari protagonista dell’Ottocento”, scritto da Cesare Dotti. Il volume viene pubblicato nel 130° anniversario dell’inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini. L’ingresso è libero.

Mondovisioni è la rassegna di 5 film documentari, giunta alla terza edizione organizzata dall’ Ass. Il Bandolo, Gruppo Tassano, CGIL Tigullio e Golfo Paradiso, Coop. Zucchero Amaro, Ass. A.Bi.Ci. amici biblioteca civica, con il Patrocinio del Comune di Sestri levante, con la collaborazione di Mediaterraneo Servizi e con il contributo della Regione Liguria. Le proiezioni (il 9, il 16, il 23 il 30 maggio e il 6 giugno) saranno tutte gratuite e presso la Sala Agave del Convento Dell’Annunziata a Sestri levante. Inizio ore 20:45. Per il terzo appuntamento di Mondovisioni 2018: An insignificant Man Mercoledì 23 maggio – ore 20,45 Sala Agave del Convento dell’Annunziata, Sestri Levante Il documentario di Khushboo Ranka e Vinay Shukla – in inglese e indi con sottotitoli in italiano – è l’appassionante cronaca del debutto del Partito dell’Uomo Comune (AAP) nella politica indiana, guidato dall’attivista anticorruzione Arvind Kejriwal. Un teso thriller politico che non può non evocare parallelismi sorprendenti con la situazione italiana di questo ultimo periodo.

Una serata di “Racconti, passioni e impegno civile” per ritrovare il desiderio di costruire legami buoni nella società che possano sconfiggere ingiustizie, malativita, egoismi. MERCOLEDÌ 23 MAGGIO  alle ore 21:00 a Lavagna, presso l’Auditorium “G. B. Campodonico”. La serata, che sarà coordinata dalla giornalista Claudia Sanguineti, nasce dalla presentazione di un libro. “Il giardino della memoria” affonda le radici nella cronaca di uno dei più efferati delitti mafiosi degli ultimi decenni: il rapimento del tredicenne Giuseppe Di Matteo e il suo assassinio, due anni dopo, l’11 gennaio 1996. L’io narrante della storia è un regista teatrale che accetta l’incarico di scrivere una pièce e per farlo si concentra sui giorni di prigionia del ragazzo; al suo racconto si alternano la voce della vittima che sogna, si arrabbia, è la voce palpitante che attanaglia il cuore, ma è capace di illuminare anche gli ultimi 180 giorni di buio nel bunker. Ci sono, infine, le voci fissate nella trascrizione di stralci di atti giudiziari del processo. Al racconto tetro della vicenda l’autore aggiunge una dimensione più profondamente poetica che solo la scrittura, attraverso l’immaginazione, gli consente. Lo scrittore ripercorre quei giorni di prigionia, immaginando quello che potevano essere stati i sogni, le speranze, […]