Sabato 29 maggio 2021, alle ore 18, il settimanale online ‘Piazza Levante’ e Wylab organizzano un incontro con la scrittrice Raffaella Romagnolo, per la presentazione del suo ultimo libro, ‘Di luce propria’, pubblicato da Mondadori.

L’autrice dialogherà con Goffredo Feretto. Letture a cura di Paolo D’Amico.

‘Piazza Levante’ e Wylab salutano il ritorno delle iniziative culturali in presenza con il ciclo ‘Il maggio dei libri di Piazza Levante’: una serie di incontri dal vivo, presso la sede di Wylab in via Davide Gagliardo 7 a Chiavari, che rientra nell’ambito degli appuntamenti de ‘Il maggio dei libri’, la grande rassegna di livello nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

L’evento con Raffaella Romagnolo è a ingresso libero ed è organizzato nel pieno rispetto delle normative anti Covid: è quindi necessario accedere con la mascherina indossata e la prenotazione del proprio posto, sino ad esaurimento, è obbligatoria, utilizzando la piattaforma EventBrite (al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-presentazione-del-libro-di-luce-propria-di-raffaella-romagnolo-156333823675), oppure telefonando al numero 347 2502800.

In caso di rinuncia dopo la prenotazione, si raccomanda di avvisare, in modo da rendere il proprio posto nuovamente disponibile per altre persone interessate.

Al termine dell’incontro, sempre nel rispetto delle norme di distanziamento, sarà possibile acquistare le copie del libro e l’autrice sarà disponibile per il firmacopie.

Chi volesse seguire online, lo potrà comunque fare, grazie alla diretta YouTube che sarà visibile sulla pagina di ‘Piazza Levante’.

L’autrice
Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: ‘La masnà’ (Piemme), ‘Tutta questa vita’ (Piemme), ‘Destino’ (Rizzoli). Con ‘La figlia sbagliata’(Frassinelli) è stata candidata al premio Strega nel 2016, mentre ‘Respira con me’ (Pelledoca) è stato finalista al premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020. I suoi libri sono tradotti in tedesco, francese, olandese, greco, ebraico, arabo e portoghese.

La scheda del libro
‘Di luce propria’ (Mondadori) – “Me. Scegli me”. In fila con gli altri, Antonio Casagrande sa che la sua preghiera muta non troverà ascolto. Scelgono sempre qualcun altro. È stato così per gli undici anni che ha trascorso al Pammatone, l’orfanotrofio genovese che lo ha accolto appena venuto al mondo, il 13 giugno 1855. E non c’è dubbio che sia per quella pupilla color perla. Chi vorrebbe un bambino difettoso? Invece un bel giorno succede. “Lui”, indica l’omone grondante di pioggia che gli sta davanti. Gli serve un apprendista, poche storie. Nella bottega di Alessandro Pavia, Antonio impara quel che gli servirà a stare al mondo: la magia dell’alfabeto, la passionaccia per la politica, l’amore per la giustizia e soprattutto la nuovissima arte della fotografia. Misture alchemiche, carta albuminata e la luce, la cosa più importante. Il resto glielo spiega madama Carmen, tenutaria di bordello con il cuore spezzato e un gran talento per gli affari. Sono tempi decisivi, quelli, e anche Pavia ha una missione: la folle, visionaria impresa di ritrarre uno per uno i Mille che con Garibaldi fecero l’Italia. A Borgo di Dentro, un pugno di case sulle colline piemontesi, ne ha scovati addirittura quattro. Proprio lì, in un giorno di festa, Antonio scopre il suo potere: liberato dalla benda, potenziato dall’obiettivo della macchina fotografica, l’occhio cieco vede ciò che nessuno può vedere, il destino, l’ineluttabile. È un dono, forse. Secondo Antonio, una maledizione. Sullo sfondo, l’Italia è appena nata e l’orfano del Pammatone si fa uomo attraversando i momenti che trasformano un paese straccione e inconsapevole in una nazione. In mezzo a una folla in rivolta per il pane, Caterina, libera e coraggiosa, lo prende per mano e lo aiuta a capire, mentre le sue visioni si fanno sempre più caotiche e terribili. L’occhio cieco nel mirino, Antonio vede ciò che nessuno vorrebbe vedere, il fango delle trincee nello sguardo dei giovani che inneggiano alla guerra, la fine di chi amiamo. Feroce e implacabile, la morte non smette di sfidarlo. Finché Antonio Casagrande raccoglie la sfida. Con la sua immaginazione potente e una scrittura capace di accogliere il tumulto della realtà, Raffaella Romagnolo ci regala un romanzo civile e intimo al tempo stesso, che assorbe tutti i colori del mondo e ne restituisce la luce.